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Riporto il link ad un interessante articolo dal sito della GIUNTI SCUOLA sulle competenze che un insegnante dovrebbe avere, ironicamente chiamate "Le otto competenze di Montecastrilli".

Buona lettura :-) Clicca qui per leggere l'articolo

Cari mamma e papà, io oggi comincio la scuola primaria. Divento ufficialmente uno scolaro. So quanto voi ci teniate a me e alla mia istruzione. So che studiare è importante. Ma se possibile, vi consiglio di leggere queste piccole regole che ci permetteranno di capire che la scuola serve per la vita ma che non è tutta la nostra vita.

(Dal libro "La pedagogia della lumaca" di G. Zavalloni - tratto da una catena di mail)

Tu che sei nato prima del 1970:

a ben pensarci è difficile credere che siamo vissuto fino ad oggi!!

Da bambini, andavamo in macchina (quelli che avevano la fortuna di averla) senza cinture di sicurezza e senza air bag.

E viaggiare nel cassone posteriore di un camioncino o di un’ape, o sul carro di un trattore, in un pomeriggio torrido, era un regalo speciale.

I flaconi dei medicinali non avevano delle chiusure particolari.

Bevevamo l’acqua dalla canna del giardino, non da una bottiglia. Che orrore!!

Andavamo in bicicletta senza usare un casco.

Passavamo dei pomeriggi a costruirci i nostri “carri giocattolo”.

Ci lanciavamo dalle discese e dimenticavamo di non avere i freni fino a quando non ci sfracellavamo contro un albero o un marciapiede.

E dopo numerosi incidenti, imparavamo a risolvere il problema…noi da soli!!!

Uscivamo da casa al mattino e giocavamo tutto il giorno; i nostri genitori non sapevano esattamente dove fossimo, nonostante ciò sapevano che non eravamo in pericolo.

Non esistevano i cellulari. Incredibile!!

Ci procuravamo delle abrasioni, ci rompevamo le ossa o i denti…e non c’erano mai denunce, erano soltanto incidenti: nessuno ne aveva la colpa.

Ti ricordi degli incidenti?

Avevamo delle liti, a volte dei lividi.

E anche se ci facevano male e a volte piangevamo, passavano presto; la maggior parte delle volte senza che i nostri genitori lo sapessero mai.

Mangiavamo dei dolci, del pane con moltissimo burro e bevande piene di zucchero…ma nessuno di noi era obeso.

Ci dividevamo una bibita con altri quattro amici, dalla stessa bottiglia, e nessuno mai morì a causa dei germi.

Non avevamo la Playstation, né il Nitendo, né dei videogiochi.

Né la TV satellitare, né le videocassette, né il PC, né Internet.

Avevamo semplicemente degli amici.

Uscivamo da casa e li trovavamo.

Andavamo, in bici o a piedi, a casa loro, suonavamo al campanello o entravamo e parlavamo con loro.

Figurati: senza chiedere il permesso! Da soli!

Nel mondo freddo e crudele! Senza controllo!

Come siamo sopravvissuti?

Ci inventavamo dei giochi con dei bastoni e dei sassi.

Giocavamo con dei vermi e altri animaletti e, malgrado le avvertenze dei genitori, nessuno tolse un occhio ad un altro con un ramo e i nostri stomaci non si riempirono di vermi.

Alcuni studenti non erano intelligenti come gli altri e dovevano rifare la seconda elementare. Che orrore!!

Non si cambiavano i voti, per nessun motivo.

I peggiori problemi a scuola erano i ritardi o se qualcuno masticava una cicca in classe.

Le nostre iniziative erano le nostre. E le conseguenze, pure.

Nessuno si nascondeva dietro ad un altro.

L’idea che i nostri genitori ci avrebbero difeso se trasgredivano ad una legge non ci sfiorava; loro erano sempre dalla parte della legge.

Se ti comportavi male i tuoi genitori ti mettevano in castigo e nessuno li metteva in galera per questo.

Sapevamo che quando i genitori dicevano "NO", significava proprio NO.

I giocattoli nuovi li ricevevamo per il compleanno e a Natale, non ogni volta che si andava al supermercato.

I nostri genitori ci facevano dei regali con amore, non per sensi di colpa.

E le nostre vite non sono state rovinate perché non ci diedero tutto ciò che volevamo.

Questa generazione ha prodotto molti inventori, amanti del rischio e ottimi risolutori di problemi.

Negli ultimi cinquant’anni c’è stata un’esplosione di innovazioni e nuove idee.

Avevamo libertà, insuccessi e responsabilità e abbiamo imparato a gestirli tutti.

Tu sei uno di loro.

Complimenti!!!

 

snoopyLavorando nella scuola elementare da diversi anni e soprattutto avendo vissuto l'entrata delle nuove tecnologie nella scuola, ho spesso avvertito tra i colleghi una certa diffidenza ad avvicinarsi a questi strumenti per varie ragioni.

La prima e più banale è il non essere capaci di utilizzarli. Questo porta anche ad una comoda non volontà di imparare. Oggi si parla di "nativi digitali", bambini e ragazzi che sono nati quando la tecnologia già c'era, per loro certe realtà sono la norma. La maggior parte di noi insegnanti non è un nativo digitale con le conseguenti difficoltà ad approcciarsi al nuovo considerato a priori "difficile" da usare. Usare le tecnologie (togliamo nuove che ormai è vecchio) e, nello specifico, i computer non è difficile. Ho sempre considerato le paure dell'approccio come buone scusanti per non mettersi ed imparare. Quello che serve non è il coraggio ma la motivazione.

Ho visto una donnina over 50 (ciao mammina!), sicuramente non nativa digitale, iscritta da noi (figli) per scherzo a facebook, incuriosirsi, provare e sbagliare, riprovare e imparare, seguendo semplicemente la curiosità che è diventata la motivazione principale delle sue nuove scoperte. Dalla paura è passata a lunghe chiacchierate in videoconferenza con l'amica emigrata in America usando Skype (ovviamente su un nuovo PC), all'invio e alla ricezione di mail , alla ricerca di informazioni in rete ... Non contenta gestisce tutto questo anche su un nuovo tecnologico telefonino touch :-) E' un banale esempio di come la curiosità diventa LA motivazione per imparare.

Una seconda ragione per non imparare è la paura che i nostri alunni ne sappiano più di noi. Falso. Forse i nostri alunni sono migliori di noi nel destreggiarsi con i pollici su finti volanti per guidare finte auto, finte racchette per giocare ad un finto tennis, finte mazze per giocare ad un finto golf ... ma a scuola non si fa questo. La scuola deve proporre un uso consapevole ed intelligente, un utilizzo che porti i ragazzi a semplificare, risolvere o superare problemi. Personalmente non avrei mai introdotto l'ora di informatica (tecnologia) nella scuola primaria; questo porta spesso a limitare l'uso del pc per produrre testi in word e, per i più esperti, presentazioni in power point. Limitante. Meglio usare la tecnologia a supporto delle lezioni, usandola in modo creativo e mirato, piuttosto che imprigionarla. I bambini ci osservano e imparano, grazie alla curiosità innata. Non serve spiegare nei dettagli quello che devono fare, bisogna lasciarli provare, provando scoprono, scoprendo imparano!

Tutta questa ramanzina per???? Ah! Aprire questa nuova sezione dove inserirò qualche articolo sull'uso di software didattico e non. La rete ci offre ottime risorse che, con buona volontà nel mettersi a provare e riadattare, possono diventare supporti efficaci nel nostro lavoro.